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approccio alla pratica - SunShine Dojo

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CERCA DI PERFEZIONARE IL CARATTERE

一、人格完成に努むること
PERCORRI LA VIA DELLA SINCERITA'

一、誠の道を守ること
RAFFORZA INSTANCABILMENTE LO SPIRITO

一、努力の精神を養うこと
OSSERVA UN COMPORTAMENTO IMPECCABILE

一、礼儀を重んずること
ASTIENITI DALLA VIOLENZA E ACQUISISCI AUTOCONTROLLO

一、血気の勇を戒むること
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SUNSHINE dojo
KARATE TRADIZIONALE SHOTOKAN
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approccio alla pratica



kung fu pandai bambini

il confronto

Per la fascia di età riguardante i bambini, è importante porre l'attenzione alla loro salute e al rapporto con gli altri della stessa età. Confrontarsi è sicuramente una conquista per un bambino che rende positivi gli sforzi che fa.


Il gioco

Giocare è un modo per renderli partecipi senza stressarli, anche per allenamenti che possono essere molto pesanti, perché pretendono di rafforzare carattere e corporatura. A questa età si pone l'attenzione su alcuni aspetti della preparazione atletica sportiva avvantaggiandosi della naturale capacità dei bambini di divertirsi in movimento. Ciò di cui bisogna fare attenzione è evitare di far diventare il gioco sostitutivo all'allenamento : è controproducente concentrare la lezione solo ed esclusivamente sull'aspetto ludico perché magari si considera che un bambino "non è in grado di" oppure "è troppo pericoloso". E' altrettanto controproducente considerare un bambino un piccolo karateka fisicamente e psicologicamente già pronto ad affrontare il mondo degli adulti, educati, disciplinati, coscienziosi. Quindi l'allenamento deve essere equilibrato, e deve tener conto del bambino e delle capacità già proprie.



l'istinto

Un bambino agisce di istinto ed è sbagliato sopprimere quell'istinto dal primo momento : è utile modificare con il tempo quell'istinto in qualcosa di costruttivo che lo porti sulla buona strada per l'apprendimento dell'arte marziale. A tale proposito il gioco deve essere finalizzato a quello che si pratica, che non è solo uno sport, ma un'arte marziale, e in quanto tale deve fare in modo da far lavorare da subito su capacità atletiche di base quali coordinazione, propriocezione, movimento, socializzazione, e tecniche di base.


Sviluppare queste attività, potrebbe sembrare qualcos'altro piuttosto che karate, ed invece è proprio karate e lo si scopre solo dopo, quando si passa alla categoria successiva. Inoltre le caratteristiche fisiche, prima tra tutti la colonna vertebrale e le articolazioni, vengono preservate e si rafforzano per affrontare allenamenti più intensi dopo.


l'esempio
Attenzione, è importante mantenere nel bambino l'integrità psicofisica: per un bambino perdere la via che stanno seguendo per arrivare a diventare "come il maestro" è qualcosa di stravolgente nei confronti della loro integrità ! Perché vedono nel maestro come un punto di riferimento, un esempio da seguire.



l'educazione

Spesso e volentieri le famiglie anche involontariamente si sentono a pretendere dal rapporto Maestro-Allievo una educazione particolare, finalizzata a recuperare vuoti che nel rapporto Genitore-Figlio sono già presenti per svariati motivi, e che gli psicologi conoscono bene. Lo scopo del Maestro è non fare da sostituto all'educazione del genitore, ma è insegnare ai ragazzi dei valori che sicuramente migliorano il loro rapporto col genitore, ottenendo il favore positivo di chi porta il proprio figlio ad imparare questa arte marziale.


Spesso anche i genitori imparano da questa esperienza perché se si rendono umili nei confronti dei loro "errori", possono scoprire aspetti del proprio figlio che nella quotidianità non sarebbero in grado di cogliere, e che potrebbero essere un inizio per recuperare anche casi molto molto gravi. Attenzione però a non pretendere miracoli da chi insegna karate perché l'insegnamento di questa arte è finalizzato ad indicare un percorso che permetta a chi lo pratica di migliorarsi da solo, fare da se l'insegnante di se stesso, ma se il percorso non lo si accetta, o si fa fatica ad accettarlo, allora i risultati stentano ad arrivare, ed è responsabilità solo ed esclusivamente di chi pratica, e non del Maestro o del Genitore.



i ragazzi


autocontrollo fisicobruce lee

I principi della formazione dei ragazzi nel karate, si basano su diversi punti della crescita psicologica e fisica, primo fra tutti l'autocontrollo. La conoscenza di se stessi e dei propri limiti ma soprattutto essere coscienti di poterne superare alcuni ed invece accettare di buon grado l'evidente impossibilità di superarne altri, fa dell'individuo, adulto o bambino che sia, una persona per così dire più "matura" nell'affrontare le situazioni che si presentano nella propria vita.


Acquisire autocontrollo significa controllare il proprio fisico : saper usare il proprio corpo in maniera adeguata permette di vivere e praticare il karate per tutta la vita, saperlo fare vuol dire andare aldilà del colpo che deve andare al bersaglio, trovarsi non soltanto a trasmettere semplicemente dolore o sofferenza all'avversario, che sarebbe troppo facile, ma sensazione di squilibrio psicofisico che determina un gradino più alto di esperienza rispetto a chi ti affronta.


autocontrollo mentale

Acquisire autocontrollo significa controllare la propria mente e le emozioni : non avere turbamenti nella ragione e nello spirito, è ovviamente una delle cose più difficili da imparare e fa del karateka una superficie trasparente, sulla quale non si possono leggere paure, ossessioni, tensioni, nervosismi, insicurezze, .. Averne sono punti di debolezza a favore di chi o cosa si affronta, e quindi armi pericolose nelle mani dell'avversario.


Ciò permette di avere rispetto completo dell'avversario come di se stessi, evitando il contatto pieno a meno che non sia già stato preventivato ad alti livelli di grado e con un buon allenamento alle spalle, ma sempre nel pieno rispetto del prossimo.


le regole

Oltre a questo, la buona riuscita di un allenamento si basa sul rispetto delle regole del dojo che comprendono, rispetto degli altri, delle persone e delle cose che ci circondano e che usiamo nell'allenamento, rispetto del maestro e rispetto di se stessi.



l'impegno

A questo punto, presa coscienza di questo, è possibile impegnarsi al 100% delle proprie capacità sempre, cercando a tutti i costi di assottigliare i nostri alti e bassi naturali della vita, senza pretendere troppo da noi stessi, diventa sicuramente monito a fare di più, che è proprio quello che si vuole ottenere, e cioè, finire l'allenamento con la solita frase che tutti gli atleti conoscono molto bene : "AH ! Che soddisfazione ! Ci voleva proprio !"


i risultati

Per intenderci, ci si sente appagati, e questo è positivo perché studi scientifici assicurano che una persona appagata nella vita, vive sicuramente meglio ed ha benessere sia psicologico che fisico.




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