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i kata shotokan - SunShine Dojo

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KARATE TRADIZIONALE SHOTOKAN
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i kata dello shotokan
le caratteristiche
elenco kata



kata di preparazione

(tecniche di base)


Ten no kata
(il kata dell'universo)

Significato e contesto
Ten no Kata (天の形) significa letteralmente “forma del cielo” o “forma dell’universo”.
È un kata di origine moderna, codificato da Gichin Funakoshi intorno agli anni ’30, in un periodo in cui il figlio Yoshitaka (Gigō) ebbe un ruolo rilevante nello sviluppo tecnico dello Shotokan, e successivamente pubblicato nel suo libro Karate-dō Kyōhan come esercizio didattico dimostrativo a coppie (nelle versioni omote e ura) per illustrare principi di base.

A differenza dei kata tradizionali Okinawensi, Ten no Kata nasce come strumento didattico: non è una forma “storica” legata a un’antica scuola, ma una forma pensata per collegare in modo più diretto la pratica del kata con la pratica del combattimento e la comprensione del corpo.

Storia dettagliata
Funakoshi, nel processo di introdurre il karate nelle scuole giapponesi e nel renderlo più “accessibile” e più adatto a un contesto educativo e formativo, sviluppò un sistema didattico che potesse accompagnare il praticante dalle basi fino ai kata avanzati. In questo contesto, nacque la necessità di forme che non fossero semplicemente “memoria di tecniche”, ma veri e propri strumenti di insegnamento della logica del combattimento, della coordinazione corporea e del corretto uso della respirazione. Ten no Kata nasce in questo periodo come una forma che unisce elementi di kihon e di kata.

Caratteristiche tecniche e filosofiche
Ten no Kata è caratterizzato da movimenti fluidi e continui, con una particolare attenzione alla respirazione, al controllo del centro (hara) e al ritmo. Dal punto di vista tecnico, Ten no Kata combina blocchi, colpi e calci con cambi di direzione e spostamenti che richiedono equilibrio e coordinazione. È un kata che richiede una forte consapevolezza del corpo, perché ogni movimento deve essere eseguito con precisione e intenzione.

Fonti
Wikipedia (DE), voce “Ten no Kata”,
Shotokan-Karatedo.org.


yo sen no kata

(kata da semifinale di gara)

taikyoku kata (kata preliminari):


Taikyoku Shodan
Forte polo ( SHORIN )

(8° Kyu)


Il Taikyoku Shodan è il kata più semplice dello stile Shotokan del karate.


Significato e contesto
Taikyoku Shodan (大極初段) significa “forma fondamentale – primo livello”. È il kata più semplice dello stile Shotokan, pensato come primo passo nella formazione del praticante. Il nome “Taikyoku” richiama un concetto di “grande principio” o “origine”, cioè il fondamento di tutta la pratica.
Il kata fu introdotto nel periodo in cui Gichin Funakoshi e i suoi allievi stavano codificando il karate per renderlo insegnabile nelle scuole giapponesi: la sua funzione non è quella di essere una forma “storica”, ma una forma didattica, creata per costruire le basi tecniche e psicologiche del karate.

Storia dettagliata
Il Taikyoku Shodan nasce negli anni ’30, quando il karate iniziò a essere formalizzato in Giappone come disciplina educativa. Funakoshi, già noto per aver introdotto il karate in Giappone, si trovò di fronte a un problema didattico: i kata tradizionali erano tecnicamente complessi e richiedevano tempo e coordinazione per essere appresi. In un contesto scolastico, dove il tempo di allenamento era limitato e la preparazione degli studenti era variabile, era necessario un kata semplice ma completo.
La creazione dei Taikyoku risponde a questa esigenza: una serie di forme che insegnano le tecniche fondamentali (blocchi, pugni, posizioni) e il tracciato base (embusen) in modo ripetitivo e progressivo. Taikyoku Shodan è il primo di questi, e viene spesso insegnato ai principianti come primo kata “ufficiale”. Si insegna alle cinture bianche (9 Kyu), è facile e non richiede grande bagaglio tecnico; è infatti interamente composto solo da tecniche di base del karate.  In molte scuole, è un kata di ingresso per il passaggio a Heian Shodan.

Caratteristiche tecniche
Il kata è composto da una sequenza lineare e ripetitiva, basata su un tracciato a forma di “I”. Le tecniche principali sono:
  • gedan barai (blocco basso)
  • chudan uke (blocco medio)
  • oi zuki chudan (pugno in avanzamento, bersaglio ad altezza di tronco)
  • kiba dachi e zenkutsu dachi (posizioni fondamentali)

La ripetizione è la chiave: ogni movimento viene eseguito con precisione e ritmo, per costruire il controllo motorio. La velocità non è elevata: l’obiettivo è la corretta postura, il corretto spostamento del peso e la stabilità.

Fonti
Wikipedia.



shitei kata (kata di base) :

SHITEI KATA : 5 HEIAN, 1 TEKKI
heian shodan
heian nidan
heian sandan
heian yodan
heian godan
tekki shodan

Heian Shodan
Mente pacifica ( SHORIN )
(5° Kyu)


Significato e contesto
Heian Shodan (平安初段) è il primo dei cinque kata "Heian" ( i cui ideogrammi stanno a significare "Pace e tranquillità" ) dello stile Shotokan.
La serie Heian è la più importante del karate Shotokan: è la base della pratica tradizionale moderna e rappresenta il primo grande salto dal livello “principiante” a quello “intermedio”.  È interamente composto dalle tecniche "di base" del karate, si insegna alle cinture bianche (6 Kyu), è relativamente facile e non richiede un grande bagaglio tecnico.

Storia dettagliata
Alcune fonti fanno risalire l'origine di tale kata al maestro cinese Koshokun ( Kushanku ) creatore di Kanku-dai, altri sostengono invece che alcune parti del kata siano state riprese dal kata Bassai-dai.  Originariamente tutti i kata Heian si chiamavano Pinan.  La serie Heian fu codificata da Anko Itosu all’inizio del XX secolo. Nel 1904 Itosu, maestro Okinawense, fu determinante per l’introduzione del karate nelle scuole secondarie dell’arcipelago, perché rese la pratica più accessibile e meno violenta rispetto ai kata tradizionali, togliendo quelle tecniche che ne avevano fatto un'arte per uccidere. Anche la tecnica si modificherà mettendo di più l'accento sul corretto uso del corpo e pur sempre una particolare attenzione all'autodifesa.  Per questo motivo cominciano con una parata, espressione di umiltà.

Itosu selezionò e semplificò kata esistenti, creando una serie che potesse essere insegnata in modo sistematico.
Il nome “Heian” deriva da un concetto filosofico: la pace interiore che nasce dal controllo del corpo e della mente. Itosu voleva che i giovani studenti imparassero non solo tecniche, ma disciplina, rispetto e autocontrollo. Heian Shodan è quindi un kata di “inizio” ma anche di “formazione morale”.

Quando Funakoshi portò il karate in Giappone, adottò e diffonde la serie Heian, rendendola centrale nello Shotokan.
Il kata divenne un simbolo della nuova didattica: semplice nella forma ma profondo nel significato.

Caratteristiche tecniche
Heian Shodan include:
  • gedan barai
  • chudan uke
  • oi zuki
  • age uke
  • gedan barai + zuki in combinazioni

Il kata richiede:
  • controllo del ritmo
  • precisione dei blocchi
  • coordinazione tra piedi e mani

Fonti
Wikipedia.



sentei kata (kata di stile) :

SENTEI KATA : 6 SENTEI
bassai dai
jion
empi


Bassai Dai

Assalto alla fortezza ( SHORIN )
(1° Dan)

Significato e contesto
Bassai Dai (抜塞大) ha origini Okinawensi e si collega a una lunga tradizione di kata del sistema Shuri-te. Il nome “Bassai” è spesso interpretato come “penetrare una fortezza” o “assaltare una fortezza”. È uno dei kata più noti e importanti del Shotokan.  Il kata è stato portato in Giappone e adattato nel Shotokan da Gichin Funakoshi, che lo considerò fondamentale per sviluppare potenza e dinamismo. È considerato un kata di livello avanzato, perché combina potenza, velocità, controllo e strategia. È spesso insegnato a livelli intermedi-avanzati e rappresenta una pietra miliare nel percorso tecnico del praticante.

Storia dettagliata
Passai è il nome di un'antica forma dello Shorin-ryu, da cui vengono fatti risalire molti kata dei moderni stili di Karate. Molti kata infatti contengono nel nome la parola “bassai” o “passai”.

Questa forma è stata usata e praticata in molte culture marziali, tra cui quelle di Okinawa, Giappone e Corea. Le origini di questa forma sono oscure e ci sono diverse teorie sulla sua storia.

Questa forma avrebbe più di 400 anni: lo dimostrerebbe una rappresentazione su seta, la cui età sarebbe stata confermata da una datazione al carbonio.

Akio Kinjo pensa che la forma Passai sia collegata agli stili di Kung-Fu del Leopardo e del Leone, dato che alcune sequenze assomigliano allo stile del Leopardo (ad esempio la mossa iniziale di blocco e attacco in posizione a gambe incrociate) mentre altre sono più simili allo stile del Leone (tipo le tecniche a mano aperta e le azioni di soggiogamento).
Lo studioso del Karate di Okinawa Akio Kinjo sostiene che il nome deriva dalla grafia cinese “baoshi” che significa “leopardo-leone” e che si pronuncia “ba-sai” o “pa-sai” in alcuni dialetti cinesi.
Altri storici hanno sottolineato la somiglianza tra varie parti del Passai e il Kung Fu “Wu Xing Quan” (dei cinque elementi).
Un'altra teoria sul nome è che potrebbe indicare il nome di una persona, mentre secondo altri è un kata elaborato e tramandato da una famiglia : “Passai” infatti è il nome di una famiglia di Okinawa.

L'importazione a Okinawa di questa forma (e la codifica in kata) è attribuita al Maestro Tode Sakugawa.
Le versioni di Okinawa includono potenti parate e difese angolari contro attacchi provenienti da direzioni multiple.

Si può vedere una chiara evoluzione nelle versioni di Okinawa del kata “Passai”:

  • “Matsumura no Passai” : chiamato così in memoria del leggendario Maestro Sokon Matsumura
  • “Oyadomari no Passai” : chiamato così in onore di Kokan Oyadomari, maestro di karate Tomari-te
  • ...

  • “Passai” : del Maestro Anko Itosu, che ha diffuso il karate tra la popolazione di Okinawa introducendolo come materia nelle scuole.
    Si pensa che Itosu lo abbia creato in base ad una versione del Bassai praticato nella città di Shuri. Per confondere ulteriormente le acque “Bassai-sho” in caratteri kanji è scritto esattamente nello stesso modo di una forma cinese conosciuta come “Ba Ji Xiao” che ha una forma contrapposta conosciuta a sua volta come “Ba Ji Da” (dello stile Ba Ji Ch’uan), quindi forse questa coppia di kata e la nomenclatura “dai” e “sho” vengono dalla Cina, contrastando l'affermazione che Itosu sarebbe l'autore della maggior parte dei kata “sho”.
  • “Itosu no passai-sho / Koryu passai” : Passai è stato ulteriormente modificato da Itosu, e si pensa che costui abbia creato una versione corta del kata.
  • La versione del Passai dello Shorin-ryu (stile di Karate fondato dal Maestro Chosin Chibana, allievo diretto di Anko Itosu) mostra una grande rassomiglianza con Oyadomari no Passai ed è un kata molto più fluido del Bassai-dai dello Shotokan.

  • Il maestro Gichin Funakoshi, diretto allievo di Itosu e fondatore dello stile Shotokan, importò questo kata in Giappone e lo insegnò come “Bassai-dai” e “Bassai-sho”. Gli abitanti di Okinawa non avevano una spiegazione chiara del nome “Passai” con il quale Funakoshi potesse tradurlo in giapponese, così sostituì il nome con un carattere kanji di suono simile: “Bassai” : letteralmente tradotto come “estrarre da una fortezza” o “rimuovere un'ostruzione”.

    Si pensa che questo si riferisca alla potenza con la quale il kata dovrebbe essere eseguito, enfatizzando l'energia che viene generata dalle anche e dalla vita. Tuttavia non sembra che ci sia una relazione diretta tra i movimenti o l'origine del kata e il nome che gli è stato assegnato dal giapponese.

    Nel suo libro del 1922 Funakoshi nomina il kata “Passai” ma non fornisce i caratteri kanji che permettono di risalire al suo nome originale.
    Lo stesso spelling di “Passai” è usato da Motobu Chōki nel 1926.
    Dal 1936 Funakoshi comincia a chiamare il kata “Bassai”, ma usa gli stessi caratteri che usava per “Passai”.
    La pronuncia cinese di quei caratteri sarebbe “bassai” o “ba-sai”, e che in giapponese si pronuncerebbero “Batsu-sai”.
    Mentre il significato giapponese di “Batsu” è “tirare fuori” o “estrarre”, in cinese “ba” può significare “cogliere” o “catturare” e “sai/soku” significa “un posto di importanza strategica” o “fortezza”. Quindi i caratteri che usa Funakoshi per “ba-sai” possono voler dire “cogliere o catturare un posto di importanza strategica o una fortezza”.
    Tuttavia la traduzione del 1973 del testo di Funakoshi “Karate-do Kyohan” riporta la spiegazione del nome della forma come “sfondare una fortezza del nemico”.

  • Nello stile Shitō-ryū attuale compaiono vari kata derivanti dall'originale Passai: Bassai-dai, Bassai-sho, Ishimine-bassai, Matsumura-bassai, Tomari-bassai.
    Il fondatore dello stile, Kenwa Mabuni, infatti, era anche lui diretto allievo di Anko Itosu e grande esperto di kata, al punto che anche altri grandi maestri suoi contemporanei si rivolgevano a lui in caso di dubbi. Di conseguenza nello stile Shitō-ryū compare la più grande varietà di kata.

Caratteristiche tecniche
La versione Shotokan è caratterizzata da movimenti ampi e potenti, con cambi di direzione e tecniche esplosive.
I movimenti del kata sono spesso interpretati come attacchi contro avversari multipli o come una strategia per superare una difesa.
Nel periodo in cui il karate si stava diffondendo in Giappone, Bassai Dai divenne un simbolo del potenziale marziale del karate: non era più solo una forma di esercizio fisico, ma una disciplina di combattimento. È uno dei kata più presenti nei programmi di esami e competizioni, perché mette alla prova forza, resistenza e controllo. La filosofia del Bassai Dai è “rompere una difesa”. Il kata insegna come affrontare un avversario che resiste, come creare apertura e come usare la forza in modo efficiente. La “fortezza” non è solo fisica: può rappresentare anche una resistenza mentale. Il praticante impara a non arrendersi, a trovare una via d’uscita e a usare la potenza con controllo.

Bassai Dai è caratterizzato da:
  • movimenti ampi e potenti
  • shuto uke e gedan barai forti
  • combinazioni di pugni e calci con cambio di direzione
  • uso di kiba dachi e zenkutsu dachi (posizione avanzata)

Il kata richiede:
  • grande potenza nelle gambe
  • controllo della respirazione
  • capacità di esplodere e poi fermare la forza in modo controllato
  • precisione nel timing

Fonti
Wikipedia.



kessho sen no kata
(kata da finale di gara)

tokui kata (kata di specializzazione) 

prima parte :

TOKUI KATA : 7 TOKUI
tekki nidan

Bassai Sho
Penetrare la fortezza ( SHORIN )

(2° Dan)

Significato e contesto
Bassai Sho (抜塞小) è una variante più corta e meno complessa rispetto a Bassai Dai, ma non per questo meno importante.

Storia dettagliata
Bassai Sho nasce dalla stessa tradizione di Bassai Dai, con radici Okinawensi.
Nel processo di adattamento del karate al sistema Shotokan, Funakoshi mantenne sia Bassai Dai che Bassai Sho perché offrivano un percorso graduale di apprendimento. Bassai Sho è spesso usato per sviluppare potenza e velocità senza richiedere la stessa resistenza fisica della versione Dai.

Caratteristiche tecniche
Bassai Sho include:
  • movimenti ampi ma più brevi
  • tecniche di blocco e contrattacco con grande precisione
  • uso di posizioni stabili come zuki e kiba dachi

Il kata richiede velocità, controllo e capacità di esprimere potenza in modo rapido.

Fonti
Wikipedia.


tokui kata (kata di specializzazione) 
seconda parte :

TOKUI KATA : 7 TOKUI
tekki sandan

Gankaku
Gru sulla roccia ( SHORIN )

(4° Dan)

Significato e contesto
Gankaku (岩鶴) significa “Gru sulla roccia”.
È un kata avanzato, noto per l’equilibrio su una gamba e per la complessità tecnica.
È spesso associato a una pratica di grande precisione e controllo.

Storia dettagliata
Gankaku ha origini Okinawensi e deriva da una forma più antica legata al kata Chinto.
La tradizione racconta che il nome “Gru sulla roccia” richiama l’immagine di un uccello che si posa su una roccia, simbolo di equilibrio e stabilità. Questo è coerente con le caratteristiche del kata: molte tecniche richiedono equilibrio su una gamba e movimenti controllati.

Quando Funakoshi inserì Gankaku nel repertorio Shotokan, ne apprezzò la qualità tecnica e la profondità
È un kata che richiede equilibrio, controllo del respiro e grande precisione.

Nel contesto della pratica moderna, Gankaku è spesso usato per sviluppare:
  • equilibrio su una gamba
  • controllo del corpo
  • precisione nei movimenti

Caratteristiche tecniche
Gankaku include:
  • tecniche su una gamba (posizione tsuru ashi dachi)
  • movimenti di rotazione e spostamento
  • combinazioni di blocchi e pugni
  • calci e contrattacchi

Il kata richiede una grande stabilità e una forte consapevolezza del centro.

Fonti
Wikipedia.


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